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Storia
estratto dai testi di Claudio Galeazzi, Maria D'Antoni, Giuseppe De Marco presenti nel libro "LATINA SCALO già Villaggio Littoria-Stazione".

LATINA SCALO
già villaggio Littoria-Stazione

Una volta terminati i lavori di bonifica, l'Università Agraria, con il supporto del Consorzio di Bonifica, predispose nell'Agro Pontino la creazione di 135 poderi con una estensione che variava dagli 8 ai 12 ettari ognuno, per un totale di 1.100 ettari.
Tali poderi furono tutti collegati tra di loro con strade poderali regolarmente massicciate. I coloni di Sermoneta furono immessi in tali poderi durante il 1932 trovando a loro disposizione anche tre nuove scuole, una in località Murillo, una a Santa Fecitola e una in località Uccellara: per la prima volta ci si trovò di fronte al tentativo di creare una rete scolastica efficiente e moderna che fosse in grado di garantire un accrescimento culturale e sociale della popolazione. Questo fu ben presto capito dalla popolazione che inizialmente aveva visto la scuola come un istituto che non faceva altro che sottrarre forza lavoro alle attività agricole. A questo punto fu necessario creare anche una serie di servizi civili (assistenza sanitaria, rifornimenti alimentari, dopolavoro, ecc.) di cui la popolazione dei poderi aveva bisogno.
Il Consorzio di Bonifica nel 1933 decise quindi di progettare un villaggio che potesse essere il centro di questi servizi. Il nome originario del progetto fu "Lotto 91" e fu finanziato dal governo come opera di bonifica. Tale progetto fu concluso nel primo semestre del 1934 ed il villaggio che ne sorse prese il nome ufficiale di "Littoria - stazione" e fu inaugurato ufficialmente il 18 Dicembre 1934.
La scelta di costruire il villaggio sulla strada collegante Sermoneta alla via Appia fu decisa dopo un attento esame della disposizione dei poderi gia esistenti. Si pensò bene di lasciare uno spazio di circa mezzo km tra la stazione ed il villaggio per permettere lo sviluppo stesso del centro del villaggio. Si ricorda che la stazione ferroviaria era già stata inaugurata il 26 Novembre 1932.
Il villaggio era composto dalla scuola del Murillo, da un fabbricato contenente l'Ufficio Postale ed il dopolavoro, un altro fabbricato adibito per il forno e come magazzino per la farina; c'era poi la struttura della dispensa e della locanda ed il fabbricato per lo studio medico ed ambulatorio. Un pozzo artesiano riforniva d'acqua tutto il villaggio; si era provveduto inoltre a recintare tutti gli edifici, a costruire una rete di illuminazione pubblica e ad alberare i vari cortili. Si decise di non costruire una chiesa nuova ma di restaurare la chiesa di Tor Tre Ponti che sorgeva su un terreno di proprietà dei Caetani di Sermoneta, a ridosso della via Appia, e che era stata sconsacrata a seguito dell'abbandono di quei territori da parte delle popolazioni indigene nel periodo della malaria.
Tale terreno fu espropriato dal Consorzio di Bonifica e si procedette a un lavoro di restauro completo in quanto la chiesa era in uno stato di totale abbandono ed incuria. Il 17 novembre del 1934 la Chiesa venne consacrata di nuovo dal vescovo di Terracina e quindi restituita al culto. I lavori di restauro furono capeggiati dall'Ingegnere Giovanni Castellucci di Cesena, gia distintosi nei lavori di Bonifica della Piscinara.

La Stazione Ferroviaria di Cupido

Fino dai primi anni del '900 i viaggiatori e le merci che partivano o dovevano arrivare nell'Agro Pontino erano soliti utilizzare la linea Velletri - Terracina che era funzionante già dal 1891 sotto la gestione della Società Mediterranea Ferrovie Vicinali.
Oltre alla ferrovia sopra citata, le due città di Velletri e Terracina erano collegate quotidianamente anche da una diligenza che in otto ore compieva il tragitto percorrendo la via Appia (con sosta a Tor Tre Ponti per il cambio cavalli). Va da sé che il trasporto ferroviario era la soluzione più economica rispetto al trasporto su terra e rapida rispetto al trasporto su acqua tramite zattere e similari. Dopo molto solleciti da parte di tutti i paesi collegati dalla Velletri-Terracina si ritenne opportuno potenziare il trasporto ferroviario con l'inaugurazione nel 1922 della Direttissima Roma -Formia con l'inserimento di una fermata in località "Cupido" nel posto dove sorge attualmente la stazione di Latina Scalo.
Alla fine del 1927 si rese evidente la necessità di trasformare quella semplice fermata "Cupido" in una stazione vera e propria al fine di completare la Roma-Napoli e la bonifica del comprensorio di Piscinara. Tale bonifica necessitava ovviamente di un sistema veloce di trasporto merci e persone che la vecchia e lontana linea Velletri - Terracina non riusciva più a garantire. Fu cosi che il Podestà di Sermoneta, Antonio Rosa, in accordo col presidente della Bonifica, Natale Trampolini, decisero di intercedere presso il Ministero delle Comunicazioni per sollecitare l'inizio dei lavori.
Nel Gennaio del 1929 il Ministro delle Comunicazioni decise ufficialmente di dare inizio alla realizzazione della Stazione Ferroviaria di Cupido. Il consorzio di Bonifica della Piscinara contribuì con un versamento di 200.000 lire e con circa 60.000 mc di terra provenienti dagli scavi della bonifica. Il 26 Settembre 1929 fu approvato il progetto di massima dell'ingegnere Giovan Batista Pancini mentre la stazione fu inaugurata ufficialmente il 26 Novembre 1932.
Da ricordare che il cavalcavia della ferrovia fu interamente distrutto durante i bombardamenti che colpirono nel 1944 Latina Scalo. Tale cavalcavia fu ripristinato l'anno successivo dal Consorzio per la Bonifica di Latina.

La Parrocchia di Latina Scalo

A seguito delle insistenti richieste della popolazione di Latina Scalo, Don Raffaele Scaccia, priore dell'Abbazia del Valvisciolo, fece richiesta nel 1946 al vescovo della diocesi di Terracina, S.E. mons. Pio Leonardo Navarra, di poter dotare Latina Scalo di una propria chiesa. La prima pietra dell'opera dedicata a San Giuseppe Sposo della Vergine Maria Celeste fu benedetta dallo stesso vescovo nel settembre del 1946.
I lavori veri e propri iniziarono però il primo aprile 1950 a causa della mancanza di fondi generata dal periodo di difficoltà economica che l'Italia tutta stava attraversando in quel periodo. Il primo progetto della costruzione fu eseguito nel 1946 dell'architetto Vittorio d'Erme che venne sostituito nel 1950 da quello dell'architetto Riccardo Crocchi.
Giuridicamente la chiesa fu eretta in data primo Luglio 1950 mentre, agli effetti civili, in data 21 Maggio 1951. Fu infine benedetta ed aperta al culto il 13 Dicembre 1952 dandola in amministrazione a don Vincenzo Faustinella. Agli inizi degli anni 60 fu realizzata la casa canonica e modificata la copertura della chiesa da terrazzo a tetto.
Al termine del Concilio Vaticano II furono fatte alcune modifiche all'interno della chiesa per renderla conforme alle rinnovate norme liturgiche mentre allesterno di essa fu rifatta l'intera facciata su progetto del geometra Carlo Finotti con lo scopo di avere maggiore capienza all'interno. Infine tra il 1992 ed il 1993 è stato realizzato il campanile su progetto dell'architetto Carlo Roccatani e benedetto l'8 dicembre 1995 dal vescovo della diocesi di Latina S.E. mons. Domenico Pecile.


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